Attraverso la città dal nord al sud,
evitando la non -profondità
e la tangenziale dondolando.
Me ne vado fra palazze, discoteche
dove si accanisce il sole.
parto da dove i nuovi ricchi
hanno deciso di diventare vecchi ai
confini dei paesi fuori della capitale
per arrivare nella zona industriale
dove se gira il vento giusto
puoi sentire esterno alle grudure
con una linea d 'acqua dentro
Un gorbo che ti tira porticoso verso il centro
Che diventano un 'esplosio
immancabilmente col calar del sole
e monumenti anneriti con dereli
ti incattiviti a me in comune
la costante di non saper più dove stare
e quando è l 'alba ripartire
e con le macchine a suonare
La città è come la stazione,
ancora tutti da esplorare,
dormitorio un po' di tutti,
di quelli belli e quelli brutti,
quelli a pezzi, quelli fatti,
quelli negri e quelli ricchi e la not te
puoi trovare il centro storico
pulsare di una falsa pulsazione
da turismo d 'occasione oddio
son vent 'anni che ci vivo
però non ci ho mai abitato
C 'è la veri per i e la fine,
di una buffata senza fine,
di parole, di palazzi, di marcia a piede,
di vetrine, di cartelloni, di locali,
di grigi asfalti tutti uguali,
cerca il riparo dai fanali
un po' abitanti, un po' stranieri
La mia città è come la stazione,
Però è l 'inizio della fine